L’Azienda Agraria Casale La Fornace esiste da tre generazioni nel cuore parco del Monte Cucco. Nei suoi 300 ettari di terra ha ospitato campi coltivati e allevamenti -anche di api- e con la gestione attuale ha allargato l’attività di famiglia, collegando a sé altre attività come la Fattoria Didattica “I 5 sensi”, l’agriturismo e il maneggio. Ci racconta di più Daniela Fantozzi che abbiamo incontrato proprio qui, nell’azienda di famiglia che oggi manda avanti con l’aiuto dei suoi fratelli.
Buongiorno Daniela. So che voi siete di Roma, come è nata l’idea di trasferirvi in un luogo così lontano dal trambusto della città?
Buongiorno, si io e i miei fratelli (siamo cinque) ci siamo trasferiti a Roma per ragioni di studio ma l’azienda dove ci troviamo ora fa parte della nostra storia familiare. Era il lavoro dei miei genitori e, prima ancora, di mio nonno. Fu proprio lui, che era Ingegnere delle Ferrovie dello Stato, a decidere di acquistare questa azienda agricola con i suoi 300 ettari di terra.
Come mai questa decisione?
Gli servivano i boschi di quercia per fare le traversine delle rotaie del treno. Poi l’attività è passata in gestione ai miei genitori e mio padre se n’è occupato per quasi tutta la vita. Quando poi non è stato più in grado di prendersene cura l’azienda è rimasta inattiva per circa trenta anni.
A quel punto voi figli avete dovuto fare una scelta
Certamente. Come ti dicevo noi vivevamo a Roma ed era impensabile continuare con le nostre vite e contemporaneamente dare nuova linfa all’azienda agricola. Dovevamo fare una scelta: o vendere tutto o riprendere in mano l’attività di famiglia.
E così eccoti qui
Si, tra noi cinque la scelta è ricaduta su di me perché sono quella più appassionata di natura e agricoltura. Poi, in realtà, era da sempre il mio sogno quello di venire a vivere qui e così, una decina di anni fa ho preso in mano il progetto dell’azienda. Comunque alla gestione collaboriamo tutti, soprattutto mia sorella e i miei due fratelli maggiori.
Come sono stati questi dieci anni?
Ho fatto di tutto (ride, NdR): dall’agricoltura biologica, all’allevamento di api e delle galline. Con l’aiuto dei miei fratelli abbiamo ripreso la coltivazione dei campi che erano proprio in stato di abbandono e abbiamo deciso di coltivare grani antichi, farro e grano khorasan, per differenziarci dalle aziende vicine.
Un ritorno alle origini
Esattamente. Poi, qualche anno fa, vedendo che iniziava un interesse delle persone verso i prodotti delle aziende agrarie abbiamo iniziato a trasformare questi grani in farina e quindi in pasta. È stato un lavoro lungo e difficile, trattandosi di agricoltura biologica: l’etichettatura, trovare un pastificio adatto, che lavori con il biologico. Siamo però riusciti a rimanere qui vicino, perché la filiera fosse il più corta possibile, e produciamo la farina a Sigillo e la pasta a Foligno.
Come gestite la vendita dei vostri prodotti?
Innanzitutto tutti i nostri prodotti li facciamo assaggiare nel nostro ristorante ai clienti: miele, insalate di farro, crostate con farina di farro e pasta; tutto rigorosamente integrale. All’azienda agraria, infatti, abbiamo affiancato un agriturismo. Abbiamo diverse camere qui nel casale antico. L’acquisto dei nostri prodotti, poi, può avvenire anche on-line (Casale La Fornace) e in alcuni negozi qui vicino e anche a Roma. Lavoriamo molto anche con gli stranieri e una catena di negozi biologici olandese acquista regolarmente i nostri prodotti.





